Apnee del Sonno e Russamento Sonnoclinic

Chirurgia

Ad oggi le tecniche chirurgiche utilizzate nel trattamento della Sindrome delle Apnee ostruttive del sonno sono molteplici, dalle minivasive a quelle maggiori. L’obiettivo del nostro gruppo è quello di avvalersi di professionisti che sappiano effettuare tutte le più efficaci tecniche e scegliere la più adeguata sulla base della patologia e delle caratteristiche anatomiche del paziente.

L’intervento chirurgico di settoplastica è un intervento che si effettua per trattare una deviazione del setto nasale nei casi in cui questa causa una ostruzione al passaggio di aria e difficoltà respiratorie. L’intervento si effettua in anestesia generale e ha la durata di circa 1. Il nostro team si avvale delle tecniche più avanzate e di procedure mininvasive che permettono nella maggior parte dei casi di evitare il posizionamento dei tamponi nasali. Può essere associata alla riduzione dei turbinati. Il ricovero prevede una notte in clinica e la dimissione il giorno successivo.
I turbinati nasali sono delle strutture che si trovano nelle fosse nasali che possono ingrossarsi in risposta a tantissimi fattori sia infiammatori sia allergici. Quando molto voluminosi possono ridurre di molto lo spazio respiratorio all’interno delle fosse nasali e causare dei disturbi respiratori. In questi casi il trattamento prevede una riduzione del volume dei turbinati mediante radiofrequenze o laser. In questo caso l’intervento non prevede una intubazione e si può effettuare sia in anestesia locale che in sedazione. Il ricovero è in regime di day hospital e la dimissione avviene il giorno stesso. E’ molto importante non asportare completamente i turbinati nasali per non incorrere nella sindrome dell’ empty nose (o Sindrome del naso vuoto).
La faringoplastica è un intervento che consiste in un rimodellamento delle strutture del faringe (palato molle e pilastri tonsillari) effettuato al fine di aumentare la tensione di questi tessuti ed evitare la vibrazione durante il passaggio dell’aria, responsabile del russamento. Inoltre, questo intervento permette di aumentare lo spazio aereo retro-palatale e ridurre/azzerare gli episodi di apnee durante il sonno. Questo intervento può essere anche associato alla riduzione volumetrica dei turbinati. L’intervento può prevedere anche l’asportazione delle tonsille palatine al fine di aumentare lo spazio respiratorio e di esporre le strutture muscolari da trattare.
Questo intervento mininvasivo si rende necessario quando vi è una ipertrofia (ingrossamento delle tonsille) che causa una riduzione del passaggio di aria, soprattutto la notte nella posizione sdraiata. Anche questo intervento può essere anche associato alla chirurgia dei turbinati. L’intervento si effettua in anestesia generale e prevede una notte di ricovero. I rischi di sanguinamento in questo intervento sono molto inferiori rispetto alla tonsillectomia, ma comunque è necessario avere accortezze nell’alimentazione post-intervento e nei farmaci antidolorifici che si assumono. L’effetto di questa chirurgia è ridurre di dimensioni le tonsille con radiofrequenze per aumentare lo spazio respiratorio.
Questa chirurgia rappresenta l’ultimo step chirurgico da effettuare quando le altre metodiche non hanno avuto effetto oppure quando è presente una malocclusione dento-scheletrica (ad esempio una seconda classe D-S) in cui lo spazio aereo retro linguale è ridotto a causa della posizione della mandibola troppo arretrata oppure la lingua è spinta indietro da una mandibola troppo piccola. Il limite tra la funzione e l’estetica in questa chirurgia è molto labile; infatti, i pazienti sottoposti a questo intervento (programmato sulla base della tc e ricostruzioni tridimensionali) hanno dei benefici non solo funzionali ma anche dal punto di vista estetico. La chirurgia ortognatica prevede lo spostamento delle basi scheletriche (mascella e mandibola) per aumentare lo spazio aereo. Durante l’intervento si può effettuare riduzione dei turbinati nasali inferiori. Mediante i più moderni software è possibile prevedere il risultato finale post-chirurgia con una buona approssimazione, questo rappresenta un ulteriore tranquillità per il paziente che deve affrontare l’operazione. L’intervento ha una durata di circa 3 ore e prevede due notti di ricovero.